Il progetto

Ayzoh! è un collettivo di professionisti della comunicazione visuale focalizzato sulla rappresentazione del senso di comunità attraverso varie situazioni, culture e latitudini. Ci interessano quelle storie che — guardando oltre stereotipi, convinzioni e convenzioni — ci aiutano a comprendere cosa potrebbe essere inventato o migliorato, dismesso o preservato, per poter costruire, davvero, una casa comune.

Fondato dai fotografi documentaristi Dorin Mihai e Claudio Maria Lerario, Ayzoh! è un’organizzazione, con sede a Rimini, al cui interno convivono — operando in stretta sinergia tra loro — ricerca e reportage, progettazione grafica ed editoriale, laboratori didattici e un atelier di design.

Cosa facciamo

La nostra missione è documentare, promuovere e supportare — in un mondo multi-locale, formato da identità collettive e individuali in perenne mutazione — idee, persone e organizzazioni impegnate nel creare unità e non divisione, cooperazione e non competizione, dialogo e non discussione.

Oltre a sviluppare iniziative in proprio — reportage partecipativi e progetti editoriali, viaggi di studio e laboratori didattici, eventi multimediali e un magazine online — con il nostro lavoro supportiamo organizzazioni, piccoli imprenditori e individui che lavorano per l’innovazione sociale, economica e culturale della propria comunità.

Operiamo in tutto il mondo, con un’attenzione particolare verso quelle comunità dove la tutela della propria diversità culturale e dei propri diritti convive con un’attitudine conciliatrice, umanitaria e aperta.

Cosa cerchiamo

Cos’è una comunità? Cosa la crea? Cosa la sgretola? Cosa la distingue da un ghetto? E’ possibile conciliare libertà individuale e senso di protezione collettivo? Quali sono i cliché e i pericoli nascosti nelle parole “appartenenza” e “identità”?

E’ davvero tanto utopica l’idea della costruzione di una casa comune, sicura per chi la abita, accogliente per chi ci transita e dignitosa per tutti? Chi ci sta provando? Chi ci è riuscito? Dove? Chi ha fallito? E perché?

Attraverso racconti fotografici e prodotti editoriali, viaggi e reportage partecipativi, ricerche sul campo e transmigrazioni culturali, incontri creativi e circolazione di idee, cerchiamo una possibile risposta a queste domande.

Cosa intendiamo con “comunità”

Il termine “comunità” si presta a infinite interpretazioni e utilizzi, spesso in contrasto tra loro. Idealmente, per semplificare, lo identifichiamo nella filosofia dell’Ubuntu: “Io sono quello che sono perché voi siete quello che siete. Io sono quello che sono grazie a quello che siamo tutti”.

Pur se l’Ubuntu è un concetto che appartiene alla tradizione dell’Africa Sub-sahariana, crediamo che sia un buon punto di partenza per definire cosa davvero sia una “comunità” — e cosa non lo è — a qualsiasi latitudine e longitudine | leggi l’articolo dedicato all’Ubuntu

Sostenibilità

Ayzoh! è un’organizzazione indipendente e totalmente controllata dai propri membri. Per sostenere la nostra missione abbiamo adottato un modello di business che ci consente di finanziare i progetti a favore delle comunità più marginalizzate — sempre gratuiti per i beneficiari — senza dipendere da donazioni pubbliche o private.

Oltre che da parte dei proventi dei lavori commerciali dei propri membri, Ayzoh! è finanziata dalla vendita di servizi e prodotti — come viaggi, laboratori, corsi per professionisti, etc — che vengono offerti sul mercato come da qualsiasi altra piccola impresa.

Questo ci aiuta a difendere la nostra indipendenza, a mantenere bassi i costi amministrativi, a scegliere con cura i nostri sostenitori, a restare obiettivi e a evitare qualsiasi conflitto di interessi che possa influenzare il nostro lavoro.

Il significato del nostro nome

Ayzoh — አይዞህ (m) አይዞሽ (f) (ayzoh/ayzosh) — è una parola amarica che, a seconda della situazione, può significare “va bene”, “andrà tutto bene”, “spero che non ti sia fatto male” o “non preoccuparti”, “forza!”, “coraggio”.

Gli etiopi la usano per consolare chi sta soffrendo emotivamente o fisicamente oppure per infondere coraggio a chi deve affrontare prove impegnative. Inoltre, in caso di incontri fortuiti, è anche normale rivolgersi alle persone con “ayzoh!” (maschile) o “ayzosh!” (femminile) ancor prima di chiedere se stanno bene.

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