Chi siamo

Perché Ayzoh!

Ayzoh! è una organizzazione indipendente che opera nei campi del reportage, dell’editoria e dell’antropologia sociale. Lavoriamo al fianco dei costruttori di comunità: chi promuove unità e non divisione, cooperazione e non competizione, dialogo e non discussione, diversità e non omologazione, innovazione e non status quo.

Missione e attività

Attraverso il racconto visuale e la produzione editoriale (stampa, digitale, web, video) Ayzoh! promuove, sostiene e connette i progetti — culturali, sociali, imprenditoriali — di organizzazioni, imprese, istituzioni e individui che lavorano per l’innovazione sociale di piccole comunità resilienti o marginalizzate. Questo si concretizza nelle nostre quattro attività principali:

1. raccontare e pubblicare

Documentiamo e diamo una forma tangibile a tutto ciò che favorisce — o che, al contrario, inibisce — “l’essere insieme” in società sempre più complesse e interconnesse.

2. condividere e insegnare

Ti rendiamo partecipe di tutto quello che abbiamo imparato in anni di lavoro nei campi del racconto visuale, dell’editoria e della comunicazione per l'innovazione sociale.

3. viaggiare ed esplorare

Ti portiamo con noi alla scoperta di comunità — vicine o lontane — che ci consentono di allargare lo sguardo su modi di vita unici e fuori dal comune.

4. cooperare e resistere

Da anni i membri di Ayzoh! lavorano al fianco di piccole comunità rese particolarmente vulnerabili dai processi di omologazione forzata in atto ovunque nel mondo.

Il nostro focus: il senso di comunità.

Ayzoh! è anche esplorazione e testimonianza: parallelamente alle attività creative e produttive cerchiamo — per unirle idealmente tra loro — storie capaci di testimoniare e affermare la nostra comune umanità, in ogni sua forma e con tutte le sue contraddizioni.

Lavorare sul campo, insieme a gruppi sociali tanto diversi tra loro, ci offre una visione privilegiata per tracciare una mappa di ciò che potrebbe essere preservato, migliorato, dismesso o ricreato affinché il concetto universale di “comunità” possa resistere di fronte al proliferare dei recinti identitari, sempre più ristretti, promossi da una certa cultura dominante.

Attraverso reportage partecipativi, pubblicazioni, incontri creativi e circolazione di idee cerchiamo di rappresentare e rendere tangibile il reale significato della parola “comunità” — a livello culturale, economico e politico — in un mondo multi-locale, formato da identità collettive e individuali in perenne mutazione.

Cos’è davvero una comunità? Cosa la crea? Su quali fondamenta si basa? Cosa la sgretola? Cosa la distingue da un ghetto o da una setta? Quali sono i cliché e i pericoli nascosti nelle parole “appartenenza” e “identità”? Dov'è il giusto confine tra le regole collettive e l'autodeterminazione degli individui?

Ed è possibile conciliare la libertà individuale con un senso di protezione collettivo? E, infine, è davvero tanto utopica l’idea della costruzione di una casa comune, sicura per chi la abita, accogliente per chi ci transita e dignitosa per tutti? Chi ci sta provando a costruirla? Chi ci è riuscito? Dove? Chi ha fallito? E perché? Cosa ci possono insegnare?

Il termine “comunità” si presta a infinite interpretazioni e utilizzi. E' anche una parola en vogue e quindi spesso abusata o distorta, soprattutto quando viene usata per scopi di marketing o di propaganda politica.

Idealmente, per semplificare e per darci delle linee guida, noi identifichiamo il suo significato più puro nella filosofia dell’Ubuntu: “Io sono quello che sono perché voi siete quello che siete. Io sono quello che sono grazie a quello che siamo tutti”.

Pur se l’Ubuntu è un concetto che appartiene alla tradizione dell’Africa Sub-sahariana, crediamo che sia un buon punto di partenza per definire cosa davvero sia una “comunità” — e cosa non lo è — a qualsiasi latitudine e longitudine.

I membri di Ayzoh! provengono da quattro continenti e dieci nazioni. Al nostro interno sono rappresentate molte etnie, le maggiori religioni del mondo (incluso l’ateismo), tutti gli orientamenti sessuali e una grande varietà di idee politiche, anche molto distanti tra loro. Rispetto, inclusione (non integrazione) e valorizzazione di ogni diversità sono quindi parte del nostro DNA.

In piccolo, cerchiamo di esprimere quello che per noi è una vera comunità: poche regole certe, una visione condivisa di ciò che dovrebbe essere una vita dignitosa per tutti, mutua protezione e solidarietà quando le cose si mettono male, totale rispetto per le scelte di vita individuali, apertura e nessun pregiudizio verso l’Altro.

Questo, oltre a una comune avversione per ogni gabbia o polemica identitaria, è ciò che ci unisce. Se è proprio necessario darsi una definizione — questa è anche l’unica posizione politica e/o religiosa che, come organizzazione, ci sentiamo di esprimere.

Organizzazione e modello di business

Ayzoh! è una organizzazione indipendente totalmente controllata dai propri membri. Per sostenere la nostra missione abbiamo adottato un modello ibrido profit / no-profit che ci consente di finanziare i progetti sociali a favore delle comunità più marginalizzate — totalmente gratuiti per i beneficiari — senza dipendere da donazioni pubbliche o private.

Oltre che da parte dei proventi dei lavori commerciali ed editoriali realizzati dai propri membri, Ayzoh! è finanziata dalla vendita di servizi e prodotti — come viaggi, laboratori, corsi per professionisti, libri, stampe, oggetti di design, etc — che vengono offerti sul mercato come da qualsiasi altra piccola impresa.

Questo ci aiuta a difendere la nostra indipendenza, a mantenere bassi i costi amministrativi, a scegliere con cura i nostri sostenitori, a restare obiettivi e a evitare qualsiasi conflitto di interessi che possa influenzare il nostro lavoro.

Le persone

Fondata dai fotografi Dorin Mihai e Claudio Maria Lerario, Ayzoh! si avvale del contributo di fotoreporter, documentaristi, giornalisti, scrittori, artisti, designer, educatori, operatori umanitari, ricercatori ed esploratori di ogni tipo.

Elisa Amati / Upcycling fashion e fotografia
Alessandro Carli / Responsabile servizi giornalistici
Fatima Soraya Cissé / Responsabile Ayzoh! Senegal
Concetta Ferrario / Graphic design e calligrafia
Claudio Maria Lerario / Fotografia e progetti editoriali
Dorin Mihai / Fotografia e video
Morena Pedriali / Responsabile Muj Project (Rom e Sinti)
Ubaldo Samuelli / Responsabile Ayzoh! Design
Giulia Zhang / Ricerche sociali

Hilario German Baggini / Musicista e compositore
Seblewongel (Suri) Getachew / Antropologa in Etiopia e Sud Sudan
Riccardo Yahya / Travel designer in Mauritania
Mattia Lerario / Sviluppo web e sicurezza informatica
Gianfranco Meggiorin / Meteorologo e divulgatore scientifico
Meyre Ribeiro / Travel designer in Brasile
Antonella Sinopoli / Giornalista e travel designer in Ghana
Marco Tardio / Travel designer in Brasile


Adimasu Tours / Logistica e viaggi in Etiopia
Cultour / Logistica e viaggi in Brasile
Leratech Solutions AS / Progetti interattivi e app
Navimeteo / Meteorologia e assistenza satellitare
Sybrasail / Logistica e viaggi in Norvegia

Cosa significa il nostro nome?

Ayzoh [አይዞህ (m), አይዞሽ (f), ayzoh/ayzosh] è una parola che in amarico — la lingua ufficiale dell’Etiopia, una terra a cui siamo particolarmente e indissolutamente legati — a seconda della situazione, può significare “va bene”, “andrà tutto bene”, “spero che non ti sia fatto male” o “non preoccuparti”, “ce la farai”, “forza!”, “coraggio!”.

Gli etiopi la usano per consolare chi sta soffrendo emotivamente o fisicamente oppure per infondere coraggio a chi deve affrontare prove impegnative. Inoltre, in caso di incontri fortuiti, è anche normale rivolgersi alle persone con “ayzoh!” (maschile) o “ayzosh!” (femminile) ancor prima di chiedere alle persone se stanno bene.

Ayzoh! Digest

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