Maramureș: elogio della lentezza del villaggio

Appunti di un pensiero spaesato estratti da “Il Villaggio Romeno”, una pubblicazione — che verrà presentata il 13 marzo 2020 — dedicata ai laboratori fotografici di Ayzoh! nel Maramureș.


Chi si può ancora permettere il lusso della lentezza, oggigiorno, in un mondo che ci costringe a correre? E’ una domanda a cui cerco la risposta già da un po’ di tempo.

Mi trovo nel estremo nord della Romania in una zona a pochi passi dal confine con l’Ucraina, il Maramureș: una regione che emana energie difficili da esprimere con le parole. Una terra, per lo più rurale, dove la globalizzazione e la grande distribuzione tuttora fanno fatica a mettere piede. Ci sono solo villaggi.

Già dalla prima volta in cui ho preso contatti con queste terre ho capito che era un luogo particolare, diverso e che i suoi villaggi erano lo snodo cruciale per poter prendere consapevolezza di sé. Un luogo in cui è impossibile perderti, anche se è la prima volta che sei li.

Spesso finisci per ritrovarti. E’ quello che succede a me tutte le volte che torno qui. Questa volta è diverso, e non solo per qualche anno in più della gente che passo sempre a trovare tutte le volte che vengo.

E poi c’è la sua gente… La gente è senz’altro il valore aggiunto più evidente che ha questo posto. Nella cordialità, nell’umanità e nella semplicità degli abitanti di Maramureș ritrovi quegli elementi che ti riportano ai valori essenziali della vita. Per quello che mi riguardo ho ritrovato degli elementi comuni con il teatro, che è un’arte che ti permette di guardare dentro di te.

La gente qui è molto legata a poche cose. La vita, la morte e il passaggio tra queste due. Qui respiri un forte legame con “l’al di la”. La morte viene vissuta come un passaggio tra due stati energetici. Ci sono tantissime chiese e cimiteri. E spesso i cimiteri sono delle vere opere d’arte che sprigionano un’energia inspiegabile.

Non mi sono mai piaciuti i cimiteri perché da piccolo ho vissuto molti funerali di persone troppo care. Momenti che hanno lasciato dentro di me segni indelebili che porto tutt’ora. Qui invece i cimiteri sono un “piacevole” stato d’animo. Li trovi quasi ovunque. Anche dietro casa, nel giardino, di fianco all’orto dei pomodori. E anch’essi rappresentano un monumento alla lentezza che permea questa terra.

La lentezza… Questa è la caratteristica principale dei viaggi fotografici di Ayzoh! nel Maramureș.

L’approccio fotografico stesso cambia quando ci si ha la possibilità di permettersi il lusso della lentezza: scegliere l’inquadratura giusta, capire la luce per poterla sfruttare al meglio, prendere la distanza giusta dal soggetto che vogliamo fotografare, abbordarlo nel modo più intimo possibile e poi, e solo poi, scattare la fotografia.

Questo è quello che cerco di fare e di trasmettere a chi viaggia con noi in questa regione: vivere fino in fondo un’esperienza impostata sulla ricerca degli elementi che costituiscono una comunità cercando anche di svelare le latitudini rurali del mistero.

Maramureș: elogio della lentezza del villaggio

by Dorin Mihai time to read: 2 min
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